﻿{"id":980,"date":"2021-12-07T16:28:56","date_gmt":"2021-12-07T14:28:56","guid":{"rendered":"https:\/\/ambpristina.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/12\/intervista-dell-amb-de-riu-all\/"},"modified":"2021-12-07T16:28:56","modified_gmt":"2021-12-07T14:28:56","slug":"intervista-dell-amb-de-riu-all","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambpristina.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/12\/intervista-dell-amb-de-riu-all\/","title":{"rendered":"Intervista dell&#8217;Amb. De Riu all&#8217;Agenzia \u201cNova\u201d: &#8220;Sosteniamo integrazione UE del Kosovo ma serve impegno costruttivo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia ha investito \u201cin maniera ingente\u201d sul Kosovo, anche dal punto di vista finanziario, per cui continuer\u00e0 a sostenere lo sviluppo e l\u2019integrazione europea del Paese da cui si aspetta un impegno \u201ccostruttivo\u201d su riforme e dialogo con la Serbia. Lo ha dichiarato l\u2019ambasciatore italiano in Kosovo, Antonello De Riu, in un\u2019intervista ad \u201cAgenzia Nova\u201d. De Riu &#8211; tornato in Kosovo da ambasciatore a fine settembre 2021, dopo esservi stato come diplomatico per alcune missioni tra la fine degli anni Novanta e l\u2019inizio del Duemila &#8211; ha riscontrato una significativa evoluzione dal punto di vista socio economico compiuta in questo arco temporale dal giovane Paese balcanico, auspicando un maggior numero di visite all\u2019estero da parte dei ministri kosovari anche al fine di fornire \u201cun\u2019immagine diversa\u201d del Kosovo rispetto a quella legata al passato conflittuale. Il Kosovo sembra anche riuscito a gestire meglio di altri Paesi della regione la diffusione della pandemia del Covid-19, seppure bisogna continuare ad insistere sulle vaccinazioni visto che, al 4 dicembre, il 42,7 per cento dei cittadini risulta vaccinato con la seconda dose. La pandemia ha avuto un impatto anche sulle relazioni commerciali bilaterali tra Italia e Kosovo che, secondo l&#8217;ambasciatore, rimangono &#8220;nel complesso positive&#8221;. \u201cSecondo i dati provvisori dell\u2019Istat &#8211; ha osservato De Riu -, nel primo semestre del 2021, l\u2019interscambio commerciale tra Italia e Kosovo \u00e8 stato pari a 100 milioni di euro, un incremento del 106 per cento rispetto al primo semestre del 2020. Nel 2020 l\u2019interscambio bilaterale \u00e8 ammontato a 133 milioni di euro, con una diminuzione del 9,9 per cento rispetto al 2019, diminuzione dovuta principalmente agli effetti della prima serrata nei due Paesi ed in Europa in generale. Certamente, quello economico \u00e8 il settore dove la nostra cooperazione registra le prospettive di crescita pi\u00f9 interessanti. E mi riferisco non solo all\u2019incremento delle esportazioni e delle importazioni di beni quanto alla possibilit\u00e0, per gli investitori italiani, di puntare sul mercato kosovaro, che presenta interessanti complementariet\u00e0 con la nostra economia: penso alla tassazione favorevole, al costo del lavoro relativamente basso, alla presenza di manodopera giovane e qualificata\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLe sfide sono tante e impegnative\u201d, ha proseguito l\u2019ambasciatore rispondendo ad una domanda sulle riforme necessarie in Kosovo per progredire nell\u2019integrazione europea. \u201cNon si tratta solo di adeguare le proprie istituzioni e i quadri legislativi nazionali agli standard europei \u2013 ha spiegato -, ma di sposare e assimilare l\u2019insieme di valori e princ\u00ecpi che sono a fondamento dell\u2019Unione europea. Alle riforme occorre poi affiancare un\u2019efficace azione nella lotta alla criminalit\u00e0 organizzata e alla corruzione, tematiche a cui \u2013 va riconosciuto \u2013 il governo guidato dal premier Albin Kurti ha riservato la priorit\u00e0 assoluta. Si tratta di una scelta non secondaria, in una regione dove criminalit\u00e0 e corruzione sono vere piaghe, che hanno costi sociali elevatissimi e provocano la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, allontanando al contempo aziende e investitori privati. Ovviamente, c\u2019\u00e8 poi l\u2019altro grande tema, quello del dialogo con Belgrado, per il quale sono necessari significativi sforzi da entrambe le parti\u201d, ha affermato l\u2019ambasciatore De Riu parlando della necessit\u00e0 di un approccio \u201ccostruttivo\u201d e \u201ccreativo\u201d che per Pristina non significa rinunciare \u201cal diritto inalienabile alla sovranit\u00e0\u201d ma dimostrare la volont\u00e0 di un impegno concreto per risolvere la situazione. Rispondendo ad una domanda sulla riforma giudiziaria in Kosovo, l\u2019ambasciatore ha evidenziato che \u201cnell\u2019ultimo report della Commissione europea, pubblicato ad ottobre, vengono riconosciuti alcuni progressi, ma anche la molta strada che resta ancora da percorrere in questo campo. Come in molti altri Paesi \u2013 ha affermato -, la pandemia ha rallentato i processi e nelle intenzioni del nuovo governo kosovaro ci sono progetti, come il cosiddetto vetting dei giudici e dei procuratori, su cui occorre approfondire la riflessione. L\u2019esperienza italiana, cos\u00ec come avviene in Albania, pu\u00f2 senz\u2019altro essere messa a profitto, e in tal senso ci stiamo muovendo per alcuni programmi di assistenza con la nostra Guardia di finanza. Per la riforma pi\u00f9 ampia della giustizia kosovara, i caposaldi restano gli standard europei e gli input della Commissione di Venezia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ambasciatore italiano a Pristina, nell\u2019intervista ad \u201cAgenzia Nova\u201d, ha poi auspicato progressi per l\u2019effettiva liberalizzazione dei visti per i cittadini kosovari nell\u2019Ue. \u201c\u00c8 il nostro auspicio da tempo. Ed \u00e8 anche quello della Commissione europea, che nel report di ottobre ha confermato il suo precedente assessment, chiedendo al Consiglio di riprendere la discussione sul tema. Vede, la liberalizzazione dei visti per i Paesi dei Balcani, lanciata nel 2008, \u00e8 stato uno degli investimenti strategici pi\u00f9 importanti che l\u2019Unione europea abbia fatto nella regione negli ultimi 20 anni. Ha permesso alle societ\u00e0 civili ed aziende dell\u2019area di interagire liberamente con quelle europee e di dispiegare tutto il loro straordinario potenziale. \u00c8 auspicio italiano che si possa ora completare quell\u2019investimento strategico riconoscendo la medesima liberalizzazione anche ai cittadini kosovari\u201d. Commentando poi l\u2019iniziativa \u201cOpen Balkans\u201d, che punta alla creazione di uno spazio di libera circolazione nella regione ma per il momento circoscritta a Serbia, Albania e Macedonia del Nord, De Riu ha evidenziato che la scelta di aderirvi \u00e8 \u201cuna decisione sovrana delle autorit\u00e0 kosovare. In linea generale \u2013 ha precisato -, guardiamo positivamente ad ogni iniziativa che favorisca l\u2019integrazione regionale; l\u2019importante \u00e8 che non escluda nessuno e non costituisca un\u2019alternativa ad altri meccanismi di cooperazione regionale che incidono sugli stessi temi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ambasciatore ha poi risposto ad alcune domande sul ruolo di mediazione dell\u2019Unione europea nei rapporti tra Kosovo e Serbia, anche alla luce della presenza di cinque Paesi membri \u2013 Spagna, Grecia, Cipro, Slovacchia e Romania \u2013 che non riconoscono l\u2019indipendenza di Pristina. \u201cNon c\u2019\u00e8 una posizione unanime, \u00e8 vero, ma esiste senz\u2019altro una posizione di amplissima maggioranza: il Kosovo \u00e8 riconosciuto da 22 Paesi su 27 dell\u2019Ue e la mediazione che Bruxelles sta conducendo, attraverso il Rappresentante speciale Miroslav Laj\u010d\u00e1k, gode del sostegno di tutti gli Stati membri, nessuno escluso\u201d, ha affermato De Riu secondo cui \u201c\u00e8 essenziale guardare a questo percorso di riconciliazione con lungimiranza e spirito aperto. Il dialogo facilitato dall\u2019Unione europea tra il Kosovo e la Serbia &#8211; ha detto l\u2019ambasciatore &#8211; \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 di portata storica, che entrambe le parti devono ora seriamente cogliere, impegnandosi in buona fede nel processo e l&#8217;uno con l&#8217;altro per raggiungere un accordo finale che soddisfi i due i Paesi e i loro cittadini. Occorre in particolare che entrambe le parti evitino, prima e dopo gli incontri, la retorica che chiude lo spazio per i negoziati e limita il potenziale di cambiamento&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l\u2019ambasciatore italiano a Pristina, inoltre, la recente \u201ccrisi delle targhe\u201d ha dimostrato \u201cquanto sia importante il ruolo dell\u2019Ue e quanto lo sia il coordinamento con i principali partner tra cui l\u2019Italia e le altre organizzazioni internazionali qui operanti, come la Nato con la missione Kfor. Quanto alla situazione di sicurezza al confine tra Kosovo e Serbia, ci riferiamo normalmente a un contesto stabile ma ancora fragile, dove piccole tensioni possono sfociare facilmente in incidenti. Anche in questo caso \u00e8 difficile immaginare una stabilizzazione senza un accordo onnicomprensivo tra Pristina e Belgrado e la normalizzazione delle loro relazioni\u201d. L\u2019Italia, lo scorso ottobre, ha ceduto dopo diversi anni il comando della missione Kfor, affidato per la prima volta all\u2019Ungheria. \u201cL\u2019attenzione italiana per il Kosovo e la regione resta invariata: ne \u00e8 prova il fatto che il nostro contingente in Kfor non abbia subito alcuna variazione a seguito del passaggio di comando\u201d, ha assicurato l\u2019ambasciatore evidenziando che \u201cdurante quest\u2019anno di guida ungherese il nostro Paese esprime il vice comandante, attraverso il generale di brigata Luca Piperni, e torner\u00e0 ad esprimere il comandante a partire dal prossimo autunno. Si tratta di un contributo strategico per l\u2019Italia che, anche grazie al lavoro delle donne e degli uomini in divisa, gode di grande apprezzamento presso tutti gli interlocutori istituzionali e la popolazione locale\u201d, ha concluso De Riu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/www.agenzianova.com\/a\/61af7e2b968cf4.81069479\/3709170\/2021-12-07\/kosovo-italia-ambasciatore-de-riu-a-nova-sosteniamo-integrazione-ue-ma-serve-impegno-costruttivo\">L&#8217;intervista sul sito web dell&#8217;Agenzia Nova<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Italia ha investito \u201cin maniera ingente\u201d sul Kosovo, anche dal punto di vista finanziario, per cui continuer\u00e0 a sostenere lo sviluppo e l\u2019integrazione europea del Paese da cui si aspetta un impegno \u201ccostruttivo\u201d su riforme e dialogo con la Serbia. 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