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L’architettura al femminile: a Pristina mostra targata Italia

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Un viaggio nell’evoluzione al femminile della professione di architetto, dalle pioniere d’inizio ‘900 alle archistar di oggi, dai collettivi multidisciplinari ai grandi studi internazionali guidati da progettiste. Questo il senso della mostra “Buone Nuove – Women Changing Architecture” che si inaugura martedì 5 dicembre alle 11.30 alla Facoltà di Architettura (Modelarium) dell’Università di Pristina, dove sarà visitabile gratuitamente fino al 5 gennaio 2024 (tutti i giorni dal lunedì al venerdì, ore 10-18).

La mostra è realizzata dal Ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) in collaborazione con la Fondazione MAXXI di Roma, a cura di Pippo Ciorra, Elena Motisi e Elena Tinacci. Il progetto di allestimento è di Matilde Cassani mentre il progetto grafico è di Cinzia D’Emidio. A Pristina “Buone Nuove” viene presentata dall’Ambasciata d’Italia in Kosovo e dall’Istituto Italiano di Cultura di Tirana, in collaborazione con la Facoltà di Architettura dell’Università “Hasan Prishtina”, il Comune di Pristina e l’Associazione degli Architetti del Kosovo.

“L’esibizione – che siamo particolarmente orgogliosi di portare a Pristina nell’ambito di un tour internazionale che ha già toccato Svezia, Qatar, Bosnia, Albania – intende offrire ad un pubblico non necessariamente esperto un nuovo e più inclusivo punto di vista sull’architettura. In particolare, il progetto espositivo si propone di documentare, e in qualche modo risarcire, il contributo dato da progettiste, coppie, team femminili, collettivi alle conquiste e alla qualità dell’architettura moderna e contemporanea in Italia, cercando di esplorare punti di contatto anche con la realtà locale”, spiegano l’Ambasciatore d’Italia in Kosovo Antonello De Riu e il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Tirana Alessandro Ruggera.

All’evento di presentazione della mostra, oltre all’Ambasciatore De Riu e al Direttore Ruggera, intervengono la Decana di Architettura Violeta Nushi, il Sindaco di Pristina e a sua volta architetto Përparim Rama, il Presidente dell’Associazione degli Architetti kosovari Masar Dushi. Chiude l’evento uno dei curatori della mostra, Pippo Ciorra.

La mostra “Buone Nuove – Women Changing Architecture” articola il suo racconto in capitoli. Il primo – Storie di architette italiane – è dedicato alle vicende e ai progetti di una ventina tra le esponenti più interessanti dell’architettura italiana a partire dal dopoguerra fino ai giorni nostri. Si va da Lina Bo Bardi a Gae Aulenti, da Cini Boeri fino alle figure più rilevanti dello scenario attuale come Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, per arrivare poi alle giovani e giovanissime. Il secondo capitolo – Pratiche in Italia – pone invece l’attenzione su una serie di lavori importanti realizzati in Italia da progettiste internazionali, spesso in collaborazione con imprese e professionisti locali, in un periodo che copre i primi due decenni del secolo presente. Gli ultimi due capitoli – Narrazioni e Visioni – comprendono invece le interviste ad esperte e studiose sul tema della “gender equality” nelle professioni dell’architettura e una serie di opere video dedicate al rapporto sempre più consapevole “tra genere e spazio”.

In occasione della presentazione della mostra in Albania e in Kosovo, un team di architetti e storici dell’architettura locali ne ha integrato i contenuti presentando i lavori di due architette albanesi, Shpresa Leka e Valentina Pistoli, e di due architette kosovare, Suade Doko Mekuli e Shqipe Nixha.